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Aggiornamenti: SE NON PASSA EMENDAMENTO 150MILA EDUCATORI SONO A RISCHIO
Giovedì 20 Dicembre 2018

tratto da VITA

Legge di Bilancio 2019
Educatori: ritirato l'emendamento Endrizzi
 
Il senatore Giovanni Endrizzi ha ritirato ieri sera l'emendamento 1.1650 alla Legge di Bilancio, che intendeva sopprimere il comma 275 della Manovra, relativo all'estensione dell’ambito di attività dell’educatore professionale socio-pedagogico e del pedagogista ai presìdi socio-sanitari e della salute. L’ipotesi ieri aveva messo in allerta il mondo degli enti gestori, che avevano evidenziato l’urgenza di mettere in sicurezza lavoratori e servizi. L’emendamento approvato alla Camera afferma che l'educatore professionale socio-pedagogico potrà continuare a lavorare «nei servizi e nei presìdi socio-sanitari e della salute» ma «limitatamente agli aspetti socio-educativi». Resta aperta, in ogni caso, la questione di una riflessione articolata sulla figura professionale dell’educatore, con una “divaricazione” fra sanitario e sociale che le novità dello scorso anno non hanno sanato.
 

Comunicato Legacoopsociali

Legge Iori, 150mila educatori a rischio: approvate l’emendamento
Legacoopsociali chiede intervento urgente ai senatori
 
Roma, 18 dicembre 2018 - Legacoopsociali chiede, nella Legge di Bilancio attualmente in discussione, un intervento urgente ed efficace per risolvere le difficoltà e le contraddizioni emerse in merito al processo di riqualificazione e riconoscimento della figura dell’educatore professionale.
Il percorso di riforma “la cosiddetta legge Iori” ha trovato parziale accoglimento nella legge finanziaria dell’anno 2017 (art. 1, commi dal 594 al 601, della legge 205/2017), ma allo stato attuale la soppressione al Senato di un emendamento già approvato alla Camera mette a repentaglio la sorte di oltre 150.000 educatori e il futuro dei servizi nei quali operano da anni concorrendo all’affermazione di eccellenze italiane, quali i percorsi di deistituzionalizzazione in ambito psichiatrico.
Se l’emendamento non passa si avranno ricadute sia sul fronte dei lavoratori, dei servizi e delle cooperative che li gestiscono: oltre 150.000 educatori rimarrebbero sprovvisti del “titolo” ad operare in servizi socio-sanitari (psichiatria, dipendenze, sanità) con il rischio di perdere il lavoro;
i servizi verrebbero depauperati di competenze ed esperienze professionali che ne hanno, in questi anni, sviluppato qualità e continuità e gli utenti dei servizi si troverebbero di fronte a repentine interruzioni di relazioni e progettualità educative;
la cooperazione sociale e gli enti del terzo settore si troverebbe a gestire un doppio danno: la perdita di personale qualificato e l’impossibilità a reperire le qualifiche necessarie, anche perché il numero chiuso nei corsi di EP nelle facoltà di Medicina è fortemente sottostimato rispetto al bisogno, oltre ai costi consistenti della tassa sui licenziamenti che si troverebbe costretta ad effettuare suo malgrado.
Si tratta di un intervento di giustizia sociale ed economica che non risolve l’intero problema relativo al doppio binario della qualifica di educatore, ma salvaguarda il lavoro di persone e imprese sociali cooperative che in questi anni hanno contribuito attivamente a far fronte alle problematiche di una società sempre più contrassegnata da fragilità e bisogni sociali e sanitari.