I Viaggi di Gulliver

Gulliver
I sogni e i desideri
Lunedì 28 Agosto 2017
Un giorno Maura, un'operatrice del centro diurno, propone: “Perché non facciamo un articolo per il giornalino Gulliver? Potremmo intitolarlo: i sogni e i desideri al Centro diurno Guicciardini?” Alè! Esageriamo?! Tutti aderiscono volentieri, ogni operatore racconterà qualcosa della propria esperienza, quello di cui preferisce parlare.
 
Il Centro diurno annesso alla Cra Guiccardini è un servizio per anziani aperto nel 2007, gestito da Gulliver dal novembre 2015, con l’assunzione, nel passaggio gestionale, del personale già operante nel centro.
 
La raa CARMEN descrive il metodo di lavoro adottato: “Il centro diurno accoglie 26 ospiti con abilità e bisogni specifici, sia assistenziali che di recupero o mantenimento di capacità psicofisiche. La premura verso gli ospiti è mirata all’attenzione di creare attività orientate nell’occupazione individuale e di gruppo, attraverso la stimolazione dei canali sensoriali. Si propongono attività di gruppo per favorire la condivisione e socializzazione. Le attività individuali sono invece mirate ad interessi personali e a seconda delle capacità. Provare, osare e mettersi in gioco per creare e provare nuove situazioni piacevoli e gratificanti.
 
Le idee nascono nella quotidianità, osservando e raccogliendo gli stimoli; le operatrici sperimentano e sviluppano progetti ed attività insieme agli ospiti. 
 
MAURA racconta l'attività che ha realizzato in seguito alla visita al Museo Tessile, uscita nel territorio realizzata con la collaborazione dei Servizi Sociali di Modena: “Anche per me è stata un’esperienza nuova. Da ragazzina mia nonna non mi aveva mai parlato di come loro, da giovani, si facevano i vari tessuti. Siamo andate a vedere il museo insieme a due ospiti, sono state attente ed interessate, abbiamo toccato i vari tessuti e una guida ci spiegava. Alla fine ci ha dato una cartellina con le varie spiegazioni. Alla signora Nadia è poi venuta in mente questa cartellina e ha pensato di fare un cartellone, con un riassunto di quello che avevamo visto, mettendo
i vari tipi di tessuto. È stato un lavoro difficile ma ci siamo messe d’impegno e ci siamo riuscite mettendo insieme i vari pezzi: scegliendo il cartellone
che ci piaceva, come impostarlo e le varie stoffe. Sia per me che per loro è stato un lavoro gratificante. Grazie.”
CRISTINA vuole parlare di teatro, musica, arte e cinema, attività ideata sulla scia del percorso realizzato con la Biblioteca Delfini e i teatri comunali.
”È stato positivo osservare con quanta attenzione gli ospiti presenti hanno ascoltato la musica classica, anche coinvolti dalle mia estemporanea esibizione ironica nelle vesti di direttore d’orchestra. Alcuni ospiti hanno partecipato vivamente alla proiezione di film, con le loro impressioni, commentandoli con noi operatori”.
 
Una visita ad un museo, un'uscita a teatro, l'ascolto della musica, la visione di un film diventano un'ulteriore occasione per realizzare attività in cui riproporre contenuti ed esperienze, coinvolgendo tutti gli ospiti per raccogliere le loro impressioni. I cartelloni, pensati e costruiti insieme, sono esposti in uno spazio dove anche altri ospiti e famigliari del servizio possono leggerli e diventare occasione per stimolare ricordi, interesse, attenzione.
 
Un po’ di storia, dal 2007 ad oggi.
 
PATRICIA racconta: “Il centro diurno è un luogo di socializzazione per l’utente e di sollievo per le famiglie. Ricordo il 7 maggio 2007 il centro era aperto per un solo ospite poi man mano nel giro di qualche settimana si è sparsa la voce… La gestione degli ospiti era a seconda dei loro bisogni, sia a livello assistenziale, ma soprattutto a livello ricreativo. Ci siamo sempre impegnati ad osservare, abbiamo cercato di creare un'accoglienza in un ambiente sereno. All’inizio non avevamo un programma delle attività di animazione. Col tempo siamo cresciute anche noi. Adesso sono entrate in gioco tutte le figure (animatrici, fisioterapista, infermieri); la raa ci aiuta a coinvolgere gli ospiti, a sviluppare con loro le idee. Per esempio un’ospite, che è un ex maestra, ci ha proposto di fare un cartellone con la programmazione delle attività: serve ad orientare gli ospiti, a loro piace, ci tengono, ogni giorno vanno vedere il programma.
Il nostro è un lavoro che porta ad esprimersi (fare la lettura del giornale, giocare a tombola); anche i ragazzi giovani che vengono a lavorare come jolly, i tirocinanti dei corsi e delle scuole, le volontarie civili, li coinvolgiamo nel condurre le attività. All’inizio anche per loro non è facile, ma poi anche per noi è arricchente, impariamo anche da loro, ci lasciano delle idee da sviluppare”.
MARIA GRAZIA descrive la sua prima esperienza nella stanza multisensoriale, allestita all'interno della CRA. “Prima di tutto bisogna conoscere l’anziano, cercare di capire i suoi bisogni mettersi in empatia con lui, saper ascoltare, interagire con lui, stimolare i suoi sensi: l’udito con la musica, l’olfatto con gli olii essenziali, la vista con luci colorate, il tatto con la poltrona massaggiante. A volte bisogna saper rassicurare l’ospite parlando con voce bassa o con il contatto accarezzando la mano, oppure anche con il silenzio. Questi comportamenti possono stimolare nell’anziano i ricordi del passato o rilassarlo facendolo addormentare, oppure fare uscire sensazioni ed esperienze negative, per poi uscire dalla stanza multisensoriale rilassato e tranquillo. La musica, i colori della lampada, gli olii essenziali possono stimolare la fantasia. Alcuni anziani descrivevano di sentire il fischiettio degli uccelli, i prati pieni di fiori e papaveri e ne sentivano il profumo. Il fulcro della stanza multisensoriale è il rapporto di fiducia reciproca, che si viene a creare durante la seduta, permette di avere dei benefici sia per quanto riguarda l’anziano, che una volta terminata la seduta avrà lasciato da parte tutti gli atteggiamenti ostili e negativi risultando più tranquillo e a suo agio, sia per quanto riguarda l’operatore che otterrà soddisfazione dell’esito della seduta.
La raa CARMEN racconta il progetto Orto: “Al mio arrivo al cd due anni fa, fra le varie mansioni mi è stato chiesto di avviare il progetto orto con un ospite che in
passato aveva questa passione. All’inizio ero preoccupata non avendo nessuna esperienza in merito. Ho iniziato a raccogliere informazioni per capire come avrei dovuto
gestire la cosa ascoltando il sig. Italo e successivamente un altro ospite, che nella fase di ingresso racconta di avere la stessa passione. E così piano piano insieme ai
colleghi dei trasporti e la responsabile della logistica abbiamo avviato un calendario. Così a gennaio 2016 su precise indicazioni di Italo e Antonio si è iniziato a zappare il terreno, a scegliere gli ortaggi, a montare i teloni per riparare dalle intemperie i germogli che avevamo coltivato nella piccola serra, creata insieme agli ospiti e agli operatori, nella palestra del cd. Successivamente si sono interrate le piantine e finalmente si sono raccolti gli ortaggi. Quest’anno si è ragionato di occupare un’altra
area del nostro giardino, pensando di farla in modo che gli ospiti possano seguire la loro passione accedendo direttamente sul terreno. È stata un’esperienza laboriosa e impegnativa ma la soddisfazione è stata talmente grande ed apprezzata dagli ospiti che continuiamo a fare del nostro progetto il fiore all’occhiello del giardino del Guicciardini, con l’aiuto di tutti ed ora la preziosa collaborazione del sig Franco, marito di un ospite della Cra".
 
Chiudiamo con le parole di ANTONIO BERRINO, uno degli artefici del progetto orto, che ringraziamo per averci concesso di pubblicare questa sua testimonianza:
Io ho conosciuto una persona che si chiama Italo e che si dava da fare per cercare di realizzare un piccolo orticello e così abbiamo creato l’orto piccolo. Dal primo anno ci siamo addentrati in questa attività, ne siamo contenti, anche perché abbiamo coinvolto tutti a collaborare. Abbiamo fatto un buon raccolto di tutto quello che abbiamo seminato. Passeggiando all’interno della Casa Residenza Guicciardini io ho notato un fazzoletto di terra a forma quadrata ed era incolta. Chiedendo varie informazioni potevamo avanzare l’ipotesi di fare un altro orto. Stiamo progettando, assieme ai vari collaboratori, cosa dobbiamo fare e come farla a livello di passatoia pedonabile, per rendere fruibile lo spazio a chi ha la carrozzina, come fare l’impianto idrico. Abbiamo consegnato una bozza del nostro progetto alla raa, ne abbiamo parlato assieme ed è rimasta soddisfatta. Dopo che il disegno è partito, è arrivato l’ok. Non è stato facile ma posso ritenermi fortunato ad aver ottenuto una vittoria per me, Italo e per tutti gli altri e ringrazio tutte le persone che hanno creduto importante portare avanti questa idea. Siamo partiti benino, l’anno che verrà sarà migliore. Ci stiamo avvalendo di una brava persona che ci aiuta in tutto. Si chiama Franco (ndr marito di un’ospite della cra). E in più abbiamo due pilastri che ci aiutano sempre e io sono contento, anche se ancora c’è da fare. La nostra è una famiglia che al momento del bisogno siamo tutti pronti a darci una mano. Ancora un ringraziamento a Luca e Giuseppe (ndr commesso e manutentore) e anche un ringraziamento di vero cuore a tutti”. E dopo aver raccolto insieme gli ortaggi, si prepara con l'aiuto delle cuoche e delle operatrici, un bell'insalatone da mangiare a pranzo!"

 

A cura di Carmen De Nunzio, Maura Covili, Cristina Di Franco,

Maria Grazia Ferrari, Patricia Parra